Aperte le iscrizioni al Corso di Laurea Magistrale in Monitoraggio Ambientale, Tutela e Ripristino dell’Università di Torino

Il Comunicato stampa dell’Università degli Studi di Torino

Data center, transizione energetica, gestione delle risorse idriche, qualità dell’aria, bonifiche, biodiversità, consumo di suolo, rifiuti e nuove infrastrutture. Il Piemonte è chiamato ad affrontare trasformazioni profonde, nelle quali sviluppo economico e tutela dell’ambiente non possono più essere considerati temi separati. È in questo scenario che si colloca il “Corso di Laurea Magistrale in Monitoraggio Ambientale, Tutela e Ripristino (MATeR)” dell’Università degli Studi di Torino, per il quale sono aperte le iscrizioni. MATeR nasce per formare una nuova generazione di professionisti capaci di leggere la complessità ambientale e di trasformare conoscenze scientifiche, dati e capacità di analisi in strumenti utili alle imprese, alle istituzioni e ai territori. Una missione che incontra da vicino gli obiettivi della “Strategia Regionale per lo Sviluppo Sostenibile del Piemonte”, che mette in relazione crescita economica, integrità degli ecosistemi ed equità sociale e individua nella formazione di qualità, nell’innovazione, nella ricerca, nella transizione energetica e in un nuovo modo di fare impresa alcuni dei pilastri del futuro regionale. Un Piemonte laboratorio di futuro Il Piemonte è un territorio nel quale le grandi trasformazioni del nostro tempo sono già visibili. La crescita dell’economia digitale e la discussione sull’insediamento dei “data center” pongono interrogativi che riguardano contemporaneamente innovazione, energia, disponibilità della risorsa idrica, consumo di suolo e compatibilità territoriale. Non a caso, nel 2026 la Regione ha avviato una consultazione pubblica per definire una disciplina specifica sull’insediamento dei data center, coinvolgendo cittadini, imprese, enti locali e altri portatori di interesse. Anche il tema dell’energia richiede competenze sempre più sofisticate. La transizione verso sistemi energetici più sostenibili deve confrontarsi con infrastrutture, territorio, disponibilità delle risorse e sicurezza. E, in Piemonte, la storia e il futuro del nucleare aggiungono un ulteriore livello di complessità: dalla presenza di siti e impianti storicamente legati al nucleare fino alla discussione sul Deposito Nazionale dei rifiuti radioattivi. La stessa Regione dedica a questo tema attività di informazione, partecipazione e approfondimento tecnico con i territori coinvolti. C’è poi il capitolo delle bonifiche, che in Piemonte ha un valore ambientale e sociale particolarmente forte. Casale Monferrato e Balangero rappresentano due esempi emblematici di quanto possa essere lunga e complessa la gestione delle eredità industriali. Il Piano Regionale Amianto prevede infatti il completamento della mappatura, la bonifica dei siti di interesse nazionale, attività di smaltimento e la formazione degli operatori coinvolti. Sono situazioni profondamente diverse. Eppure hanno un elemento in comune: per prendere decisioni corrette servono persone in grado di comprendere fenomeni complessi, raccogliere e interpretare dati, valutare rischi e impatti e dialogare con competenze differenti. È esattamente lo spazio nel quale vuole collocarsi MATeR. Non scegliere tra ambiente e sviluppo, ma avere le competenze per governarli. “Oggi discutiamo spesso di ambiente come se fosse un tema contrapposto allo sviluppo”, osserva il Presidente del Corso MATeR, Professor Ruggero Vigliaturo. “Io credo che la vera questione sia un’altra: dobbiamo avere le competenze necessarie per governare lo sviluppo, conoscendone gli effetti sul territorio e sapendo individuare le soluzioni migliori”. “Un data center, una nuova infrastruttura energetica, una bonifica industriale, la gestione di una risorsa idrica o la tutela di un ecosistema non sono problemi che possono essere affrontati guardando una sola variabile. Servono competenze diverse e, soprattutto, persone capaci di metterle in relazione”. Per il Prof. Vigliaturo, la sfida di MATeR è quindi prima di tutto una sfida sul capitale umano. “Investire sugli studenti significa investire sul futuro del Piemonte. Significa formare persone competenti che sappiano prendersi cura delle aziende e del territorio nel quale lavorano”. 2 “Prendersi cura di un’azienda significa aiutarla a conoscere e gestire i propri impatti, a utilizzare meglio le risorse, ad anticipare i rischi e ad affrontare la transizione ambientale mantenendo competitività e capacità di innovare. Prendersi cura del territorio significa invece conoscerlo, monitorarlo e comprendere quali trasformazioni può sostenere e quali richiedono maggiore attenzione”. Il valore della conoscenza scientifica È questo il principio che caratterizza il percorso MATeR: fornire agli studenti una preparazione interdisciplinare, capace di collegare discipline e strumenti diversi. Il piano di studi integra competenze che spaziano dalla biologia alla geologia, dall’analisi ecologica ai sistemi informativi geografici (GIS), fino alle tecniche di microscopia e al monitoraggio delle matrici ambientali. L’obiettivo non è formare uno specialista isolato, ma un professionista capace di muoversi all’interno di sistemi complessi e di dialogare con interlocutori diversi: ricercatori, ingegneri, agronomi, imprese, amministrazioni pubbliche e cittadini. “La conoscenza scientifica – sottolinea il Prof. Vigliaturo – deve servire anche a migliorare la qualità delle decisioni. In un momento nel quale il dibattito pubblico su ambiente, energia e territorio è spesso molto acceso, abbiamo bisogno di persone che sappiano distinguere i dati dalle opinioni, valutare criticamente le informazioni e comunicare in modo chiaro ciò che la scienza può dimostrare”. Questo significa anche accettarne la complessità. “Non sempre esiste una risposta semplice. E non sempre la soluzione migliore consiste nel dire semplicemente sì o no a un progetto. Il nostro compito è formare persone capaci di porre le domande giuste, raccogliere le informazioni necessarie e contribuire a costruire decisioni più solide”. Dall’università alle aziende, dal territorio alle istituzioni La formazione MATeR risponde così a un’esigenza che riguarda sia il settore pubblico sia quello privato. I laureati possono trovare spazio nelle Agenzie regionali e nelle Pubbliche Amministrazioni, nelle aziende che devono gestire gli aspetti ambientali dei propri processi produttivi, nei ruoli HSE, nella consulenza, nella sostenibilità e nella rendicontazione, così come nella ricerca 3 e nelle attività professionali legate alle competenze acquisite. È una prospettiva coerente con la direzione indicata dalla Regione Piemonte, che considera istruzione e formazione di qualità strumenti per qualificare il mercato del lavoro e valorizzare le competenze, collegandole a innovazione, ricerca e a un modello di impresa attento contemporaneamente al business, all’ambiente e alle comunità. “Il Piemonte ha una grande tradizione industriale e scientifica – conclude il Prof. Vigliaturo – e ha davanti a sé nuove opportunità di sviluppo. Ma per coglierle abbiamo bisogno di persone preparate”. “Non possiamo pensare al futuro del territorio soltanto in termini di nuove tecnologie o nuovi investimenti. Dobbiamo pensarlo anche in termini di persone capaci di prendersene cura. Per questo investire nella formazione degli studenti significa investire nelle nostre aziende, nelle nostre istituzioni e, in definitiva, nella capacità del Piemonte di affrontare il futuro”. MATeR si propone proprio di contribuire a questo investimento: formare professionisti competenti, rigorosi e interdisciplinari, capaci di mettere la scienza al servizio delle imprese e del territorio e di trasformare la conoscenza ambientale in capacità di decisione e di sviluppo sostenibile. Le iscrizioni al Corso di Laurea Magistrale in Monitoraggio Ambientale, Tutela e Ripristino sono aperte.